Approfondimento: malattie allergiche

L'AO Sant'Anna partecipa alla campagna "Awarness sulle malattie allergiche". L'iniziativa è promossa a livello europeo dall'Accademia Europea di Allergologia e Immunologia e in Italia dall'AAITO - Associazione Allergologi e Immunologi Territoriali e Ospedalieri.
I temi affrontati dalla campagna: anafilassi, rinite, asma allergica e allergie alimentari.


L'anafilassi

La reazione allergica

"L'anafilassi - spiega Marina Russello, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica del Sant'Anna - è una reazione di ipersensibilità severa, potenzialmente fatale, caratterizzata dalla rapida insorgenza con coinvolgimento delle vie aeree, apparato respiratorio e apparato cardiocircolatorio e associata normalmente, ma non sempre, ad alterazioni della cute e delle mucose.
Può essere causata, in soggetti allergici, dall'assunzione di alimenti, farmaci o dalla puntura di vespe, api e calabroni. Il quadro sintomatologico è variabile con manifestazioni cutanee e respiratorie fino a ipotensione e collasso o morte se non immediatamente trattata".

I percorsi

E' fondamentale che qualora un paziente abbia avuto una precedente reazione anafilattica, venga tempestivamente valutato dallo specialista con i test adeguati per individuare il possibile agente scatenante per poterlo evitare o trattare, come, ad esempio, nel caso di allergia a imenotteri.

"A questo proposito - aggiunge la dottoressa Russello - il Pronto Soccorso dell'ospedale Sant'Anna a San Fermo della Battaglia è già stato allertato e istruito per inviare con urgenza all'Ambulatorio di Allergologia i pazienti ricoverati per shock anafilattico da puntura di imenottero o altra causa. E' di estrema importanza che i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e comunque tutti i medici che vangano a conoscenza, nei loro pazienti, di episodi sospetti, indichino il percorso corretto per la diagnosi e la terapia di tali manifestazioni".
Il paziente con anafilassi, oltre alle norme preventive, deve avere a disposizione farmaci salvavita (adrenalina) da usare in situazioni di emergenza.

L'avvertenza: no a test "alternativi"

"Le reazioni allergiche possono essere di estrema gravità - evidenzia Russello - e per tale motivo devono essere usati metodi diagnostici validati. In particolare, non devono essere utilizzate metodiche alternative - Test "in vivo" quali Dria-VEGA Test, SARM, Test del Capello o test "in vitro" quali ricerca di IgG4 specifiche, Test di citotossicità che sono oggi ampiamente proposti da farmacie o alcuni laboratori privati - che non sono in grado di evidenziare i veri allergeni responsabili, mettendo quindi a repentaglio la vita stessa del paziente".

Dati

Un europeo ogni 300 è colpito dallo shock anafilattico almeno una volta nella vita. Nel corso degli ultimi dieci anni, i casi di reazioni allergiche gravi che richiedono un ricovero ospedaliero sono aumentati di 7 volte.


La rinite allergica

Trascurare la rinite allergica può causare l'insorgenza di asma. E' l'allerta lanciata dalla seconda "puntata" della campagna informativa "Awareness sulle malattie allergiche", promossa in Europa dall'Accademia Europea di Allergologia e Immunologia Clinica (EAACI), a cui ha aderito l'Associazione Allergologi e Immunologi Territoriali e Ospedalieri (AAITO) e alla quale partecipa anche il Servizio di Allergologia dell'Azienda Ospedaliera "Ospedale Sant'Anna" di Como.

"La Rinite Allergica – spiega Marina Russello, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica del Sant'Anna -, nota anche come raffreddore allergico o raffreddore da fieno, è un problema sanitario globale, con una prevalenza in continuo aumento. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che attualmente la prevalenza nei paesi industrializzati è circa del 15-25%, mentre nei bambini è più elevata e pari anche al 30-40%".

Tale patologia è spesso sottovalutata, non essendo considerata una malattia grave, per cui molti pazienti non si rivolgono al medico o non seguono terapie regolari.

Da vari studi epidemiologici risulta che questa patologia è gravata da costi sociali elevati, legati sia alle terapie sia a costi "indiretti" per la perdita di giornate lavorative o di scuola e per un calo globale di rendimento nelle proprie attività quotidiane.

"Un elemento spesso trascurato sia dai pazienti sia dai curanti – aggiunge la specialista - e di notevole impatto sono le comorbidità, cioè altre patologie che si associano alla rinite allergica. Sono molteplici, ma le più rilevanti sono certamente l'asma e la rinosinusite cronica, associata eventualmente a Poliposi nasale".

L'asma bronchiale interessa circa il 5-7% della popolazione generale e il controllo della malattia si ottiene in non oltre il 50% dei pazienti, probabilmente per un inquadramento che sottostima la patologia o a causa della mancata aderenza al trattamento farmacologico da parte del paziente.

"Da anni - sottolinea Russello - è emerso come la rinite allergica sia fattore di rischio per asma bronchiale. Inoltre, la presenza di rinite nel paziente asmatico è un fattore di rischio per un minor controllo dell'asma. Per questo motivo è essenziale un accurato iter diagnostico delle patologie allergiche respiratorie: questo iter deve partire prima di tutto dalla clinica e l'informazione e la collaborazione col MMG risulta essenziale. Successivamente l'impostazione di indagini allergologiche appropriate, indicate dallo specialista con percorsi validati da linee guida accreditate, (ARIA, GINA, ecc.) permette una corretta diagnosi e terapia".

La patologia e i sintomi

La rinite allergica è un'infiammazione delle mucose nasali. I sintomi più diffusi sono il naso che cola e prude, gli starnuti, a volte associati all'arrossamento e al prurito degli occhi. E' causata da allergeni esterni, come i pollini, o da allergeni che si trovano nei luoghi chiusi, come gli acari della polvere.

La diagnosi

La diagnosi deve partire dall'individuazione dell'allergene responsabile attraverso un'anamnesi accurata e test cutanei (Prick test), seguiti in seconda battuta dalla ricerca su siero delle IgE (immunoglobuline) specifiche tramite un esame del sangue. L'indagine, però, non sempre termina così, in quanto il medico deve valutare eventuali comorbidità associate con spirometria, rinoscopia, valutazione oculistica o altre indagini che si ritengano necessarie.

Al termine di tale iter, dopo la diagnosi si può valutare la terapia più adeguata, dalla terapia sintomatica "al bisogno", a terapie di fondo per ottenere il miglior controllo possibile dei sintomi, soprattutto asmatici, per arrivare alla desensibilizzazione il "vaccino" o meglio AIT (Allergen Immunotherapy) o a terapie ancora più impegnative, da eseguire in ambito ospedaliero se non si ottiene un sufficiente controllo con i mezzi precedenti.


Allergie alimentari: in estate attenzione a frutta e verdure crude

Le persone a rischio sono quelle allergiche ai pollini e che soffrono di rinite. Questo argomento rappresenta la terza e ultima "puntata" della campagna informativa promossa a livello europeo dall'Accademia Europea di Allergologia e Immunologia e in Italia dall'Associazione Allergologi e Immunologi Territoriali e Ospedalieri

Per le persone allergiche ai pollini, frutta e verdure crude sono off limits. In estate, quando sulle tavole si abbonda con pesche, albicocche e meloni e si mangiano più volentieri pomodori, finocchi, carote e insalate varie è infatti più elevato il rischio di andare incontro a una serie di reazioni che si manifestano assumendo questi alimenti. Si va dall'intenso pizzicore alla bocca fino all'edema del cavo orale ma a volte anche all'edema della glottide con senso di soffocamento.

Questo tema rappresenta la terza e ultima "puntata" della campagna informativa "Awareness sulle malattie allergiche", promossa in Europa dall'Accademia Europea di Allergologia e Immunologia Clinica (EAACI), a cui ha aderito l'Associazione Allergologi e Immunologi Territoriali e Ospedalieri (AAITO) e alla quale partecipa anche il Servizio di Allergologia dell'Azienda Ospedaliera "Ospedale Sant'Anna" di Como. "L'allergia a frutta fresca o a vegetali - spiega Marina Russello, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica del Sant'Anna - è correlata con estrema frequenza all'allergia a pollini e pertanto viene spesso riscontrata nel soggetto adulto, affetto da rinite allergica. Il paziente allergico si trova in questo momento dell'anno a dover rinunciare a tali prodotti per una serie di fastidiosi sintomi che compaiono mangiando certi alimenti". Ma perché tale fenomeno? "Alcuni allergeni del mondo vegetale - spiega l'allergologa - sono molto simili strutturalmente ad allergeni della frutta, per cui il sistema immunitario riconosce entrambi come 'estranei', causando poi questi sintomi che per molti sono incomprensibili. L'esempio più tipico è l'allergene della betulla, che è quasi uguale a quello della mela. Esistono poi le profiline che sono allergeni comuni a piante, frutti e vegetali che causano reattività crociate nei soggetti predisposti". Da un punto di vista clinico, nei soggetti allergici si passa da manifestazioni sfumate e a rapida risoluzione, come, ad esempio, il classico prurito o edema della mucosa orale al contatto con determinati alimenti, a manifestazioni cutanee generalizzate tipo l'orticaria, fino ad arrivare, nei casi più gravi e certamente più temuti, a sintomi generalizzati quali ipotensione, dispnea (difficoltà nella respirazione) fino a shock anafilattico mortale.

Le soluzioni
Una soluzione al problema consiste nel trattare il frutto o la verdura con una breve cottura o con il succo di limone, che alterano la molecola allergizzante rendendola innocua. Non sempre, però, è così semplice: "I frutti - prosegue Russello - contengono anche proteine che non vengono alterate né dalla cottura né dalla digestione gastrica e pertanto possono causare gravi reazioni, anche anafilattiche, al soggetto che a tali proteine è sensibilizzato. Un esempio caratteristico, soprattutto nella popolazione mediterranea, è l'allergia alla pesca". Differenziare il "pattern" di sensibilizzazione del paziente con un corretto inquadramento diagnostico cui sottoporsi in centri specializzati è quindi di estrema importanza, sia per evitare inutili rinunce ad alimenti che possono essere liberamente consumati sia per porre attenzione a quegli alimenti che in qualche caso potrebbero causare gravi reazioni.

Le allergie alimentari
Quello dell'allergia alimentare è un problema molto sentito. "Diversi studi epidemiologici - specifica la dottoressa Russello - indicano che la percezione di soffrire di allergia alimentare nella popolazione generale si aggira intorno al 20%. Quando però l'allergia viene confermata da test adeguati, la prevalenza scende al 4-5% negli adulti, mentre numeri più alti si registrano nella popolazione pediatrica: si stima che un bambino su 20 soffra di una o più allergie alimentari. Il fenomeno è in aumento così come negli ultimi anni il numero di persone che riferiscono reazioni gravi, anche anafilattiche, al cibo". Ovviamente sono diversi i cibi responsabili di allergia alimentare nel bambino rispetto all'adulto, per ovvi motivi di alimentazione: nel bambino avremo più spesso allergia a uova, latte, grano e pesce. Nell'adulto invece sarà più facile riscontrare un'allergia a frutta secca e crostacei ma anche a vegetali crudi. L'allergia alimentare rientra nel gruppo più ampio delle "Reazioni avverse al cibo", che comprendono anche le reazioni non strettamente allergiche, quali ad esempio le reazioni tossiche a seguito di ingestione di cibi avariati, le intolleranze enzimatiche come l'intolleranza al lattosio e manifestazioni immunologiche come la celiachia.

Dati
L'allergia alimentare è una preoccupazione crescente per la salute pubblica, in quanto colpisce più di 17 milioni di persone nella sola Europa. Negli ultimi dieci anni c'è stato un aumento di sette volte dei ricoveri ospedalieri per gravi reazioni allergiche nei bambini. Più di 120 alimenti sono stati indicati quali causa di allergie alimentari e tra le cause più frequenti di reazioni alimentari troviamo il latte, le uova, il grano, le arachidi, le noci, il pesce e i crostacei.

La campagna
Obiettivo dell'iniziativa "Awareness sulle malattie allergiche" è informare l'opinione pubblica, pazienti e familiari dell'importanza delle malattie allergiche e del loro impatto epidemiologico e socio-economico. La campagna tocca aspetti diversi delle malattie allergiche: dopo il focus sull'anafilassi e sulla rinite e asma allergica, l'iniziativa si conclude con questo approfondimento sulle allergie alimentari. Per quanto riguarda l'Ao Sant'Anna, oltre all'informazione ai media, i contenuti relativi agli argomenti individuati da EAACI sono consultabili sulla home page del sito aziendale www.asst-lariana.it e pubblicizzati sui social dell'Ao comasca (Facebook e Twitter).

Contatti
Ambulatorio di Allergologia, Poliambulatorio via Napoleona 60, Como
tel 031.585.5567
e-mail: allergologia.como@hsacomo.org