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Al Sant’Anna il settimo Workshop ASH sulla Gastroenterologia Multimodale

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Formazione esperienziale per sviluppare nuove competenze nella presa in carico dei pazienti affetti da DGBI (Disorders of Gut-Brain Interaction, Disturbi dell’Interazione Intestino-Cervello)

Data di pubblicazione:

07 Ottobre 2026

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L’ospedale Sant’Anna ha ospitato in questi giorni il settimo workshop ASH (Active Subject for Healing), corso accreditato da Regione Lombardia e dedicato alla formazione avanzata nell’ambito della Gastroenterologia Multimodale. Per i partecipanti – psicogastroenterologi, psicologi gastrointestinali e psicoterapeuti – una vera e propria “full immersion” di 28 ore di formazione esperienziale, con l’obiettivo di sviluppare nuove competenze nella presa in carico dei pazienti affetti da DGBI (Disorders of Gut-Brain Interaction, Disturbi dell’Interazione Intestino-Cervello). Approccio multimodale al paziente, persona al centro del percorso di cura, integrazione della gestione gastroenterologica tradizionale con strumenti psicologici, psicoterapeutici e ipnotici, in una prospettiva che considera in modo unitario la complessa relazione tra intestino e cervello sono alcuni dei temi affrontati.
“La contaminazione dei saperi tra l’universo medico e quello psicologico – sottolinea il dottor Gian Marco Idèo, responsabile della Gastroenterologia Generale e Multimodale di Asst Lariana e promotore del progetto – rappresenta un passo decisivo per proporre strategie terapeutiche innovative e più efficaci. La cura dei DGBI (Disturbi dell’Interazione Intestino-Cervello, ndr) richiede sempre più la capacità di superare i confini delle singole discipline e di costruire percorsi realmente integrati intorno al paziente”.
I DGBI costituiscono una quota particolarmente rilevante dei pazienti che accedono agli ambulatori di Gastroenterologia e rappresentano una delle sfide più complesse della pratica clinica quotidiana, anche per la frequente persistenza dei sintomi e il conseguente impatto sulla qualità di vita. Il tema assume ulteriore rilevanza alla luce di Roma V, i nuovi criteri diagnostico-terapeutici pubblicati quest’anno, che rafforzano l’attenzione verso i meccanismi dell’interazione intestino-cervello e verso modelli di cura sempre più personalizzati e multidisciplinari (i criteri si chiamano Roma perché prendono il nome dalla città di Roma, dove nel 1988 si riunì per la prima volta il comitato internazionale di esperti per trovare un accordo sulla diagnosi dei disturbi gastrointestinali funzionali; Roma 5 perché quella del 2026 è la quinta edizione ufficiale delle linee guida, ndr). Una rilevanza che trova conferma anche nella dimensione del fenomeno: circa il 41% della popolazione adulta mondiale soddisfa i criteri di Roma V per almeno un disturbo dell’interazione intestino-cervello.
“Alla luce della pubblicazione dei nuovi criteri Roma V – sottolinea il dottor Luigi Furlan, direttore scientifico del corso, psicogastroenterologo all’ospedale Sant’Anna – si rende necessaria l’introduzione di metodologie terapeutiche integrate medico-psicologiche, con l’obiettivo di migliorare gli outcome clinici a lungo termine, ancora migliorabili quando il trattamento si limita al solo approccio medico”.
“Questo settimo appuntamento – osserva la dottoressa Brunella Mazzei, direttore sanitario di Asst Lariana – conferma il nostro impegno nello sviluppo della Gastroenterologia Multimodale e nella formazione di professionisti capaci di integrare competenze gastroenterologiche e psicologiche, con l’obiettivo di offrire ai pazienti con disturbi dell’interazione intestino-cervello percorsi terapeutici più completi, personalizzati ed efficaci”.

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Ultimo aggiornamento: 08/10/2026, 11:44

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