Guida per il donatore

Gent.mo Donatore/Gent.ma Donatrice,
il gesto che sta per compiere è molto importante sia dal punto di vista personale che sociale. La invitiamo a leggere e conservare questo opuscolo che ha lo scopo di rispondere alle più comuni domande e curiosità sul sangue e sulla donazione e ai requisiti di informazione previsti dalla legislazione Italiana e raccomandati dall'Unione Europea.

Diverse possono essere le motivazioni che possono condurre alla decisione di far dono del proprio sangue ma ogni motivazione deve comunque confrontarsi con un dato di fatto fondamentale: il sangue è spesso l'unica possibilità per salvare una vita e può essere ottenuto solo dalla donazione volontaria di una persona. Qualunque sia la motivazione che la spinge a questo nobile gesto, le ricordiamo che la necessità di sangue è costante e che anche il suo contributo è fondamentale per assicurare un apporto di sangue sano ed affidabile.

Prima di ogni donazione, è necessario che, in ottemperanza alla normativa vigente, lei compili il Questionario Anamnestico al fine di poter aggiornare il suo stato di salute nell'intervallo di tempo intercorrente tra le donazioni. In aggiunta dovrà compilare e sottoscrivere il proprio consenso al trattamento dei dati personali e alla donazione, previa lettura delle relative informative avendole pienamente comprese. Ad ogni donazione, dopo un'accurata valutazione delle informazioni relative al suo stato di salute ed a comportamenti che possono avere rilevanza per la protezione della sua salute e di quella del ricevente, nonché per la qualità e la sicurezza del sangue e degli emocomponenti donati, il medico del Servizio Trasfusionale, responsabile della selezione, dovrà esprimere il giudizio di idoneità alla donazione.

Il giudizio di idoneità espresso potrà essere: idoneo alla donazione, escluso temporaneamente, escluso permanentemente.

E' importante da parte del donatore e/o aspirante donatore la piena comprensione delle domande presenti nel questionario anamnestico, al fine di consentire al medico di emettere un giudizio di idoneità conforme alla normativa. Il donatore, soprattutto se straniero, deve inoltre dimostrare l'effettiva capacità di leggere e comprendere autonomamente il materiale informativo, il questionario e la documentazione fornita. Il donatore straniero deve essere regolarmente residente in Italia, assistito dal SSN, avere una residenza/domicilio di riferimento ed un recapito telefonico per eventuali comunicazioni.

Siate Fieri per aver contribuito con il vostro dono anonimo e gratuito a "Salvare una Vita" e per aver compiuto uno dei gesti di altruismo più nobili "Donare una parte di sé stessi per il bene della Collettività".

Il Personale Medico e Sanitario del SIMT ringrazia per la collaborazione.


    1. Il sangue è un fluido viscoso di colore rosso, circolante nei vasi sanguigni, dalla composizione complessa. Gli uomini ne contengono in media 5,5 litri, le donne circa un litro in meno. E' costituito per il 45% da cellule: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine e per il restante 55% da una parte liquida giallastra il plasma.

    1. I globuli rossi detti anche emazie e/o eritrociti, sono le cellule più numerose (circa 4-5 milioni per millimetro cubo) e sono ricchi di Emoglobina (Hb), una proteina contenente ferro che dona al sangue il colore rosso e che ha il compito di legare le molecole di ossigeno. Il globulo rosso trasporta l'ossigeno, legato dall'emoglobina, a tutte le cellule dell'organismo e lo scambia con l'anidride carbonica attraverso la respirazione, in base alla presenza o assenza di determinati antigeni sulla superficie dei globuli rossi si classificano i gruppi sanguigni.

      I globuli bianchi detti anche leucociti si distinguono in granulociti (neutrofili, basofili, eosinofili), linfociti e monociti. I leucociti hanno funzione di difesa nei confronti di agenti infettivi e sostanze estranee.

      Le piastrine hanno la funzione di prevenire ed arrestare le emorragie, intervengono per prime nel processo coagulativo depositandosi sul vaso leso e formando un tappo che arresta la perdita di sangue.

      Il plasma è la parte liquida del sangue, è composto per il 90% da acqua in cui sono disciolte molte sostanze (zuccheri, grassi, proteine, fattori della coagulazione, anticorpi, ormoni, vitamine, ecc. ...) che vengono così trasportate verso le cellule dell'organismo umano.

    1. Il sangue è responsabile di numerose ed importanti funzioni vitali all'interno dell'organismo:

      • respiratoria: trasporta l'ossigeno e lo scambia con l'anidride carbonica;
      • nutritizia: trasporta nutrienti e sali minerali a tutte le cellule;
      • escretrice: raccoglie i rifiuti/prodotti nocivi che convoglia agli organi destinati a distruggerli o espellerli;
      • termoregolatrice: distribuisce il calore mantenendo costante la temperatura del corpo;
      • regolatrice: mantiene l'equilibrio idrico per mezzo del plasma;
      • difesa: trasporta i globuli bianchi e gli anticorpi in ogni parte del corpo;
      • coagulante: trasporta le piastrine ed i fattori plasmatici della coagulazione in tutto il corpo.

    1. Il sangue può essere ottenuto solo ed esclusivamente dai donatori non essendo riproducibile in altro modo. Il sangue donato (cosiddetto sangue intero) non viene mai utilizzato come tale ma attraverso un processo di lavorazione, frazionato (separato) in 3 emocomponenti: globuli rossi concentrati, piastrine e plasma, motivo per cui alla sacca di raccolta ne sono collegate altre 3. Le emazie concentrate e le piastrine possono essere trasfuse subito dopo la validazione (verifica dell'esito negativo dei marcatori per le malattie infettive), mentre il plasma deve essere congelato entro un certo limite di tempo e a temperature tali da preservare adeguatamente i fattori labili della coagulazione. Il plasma, ottenuto dalla lavorazione del sangue intero donato, viene inviato all'industria convenzionata con la Regione Lombardia per la produzione di farmaci emoderivati (albumina, immunoglobuline, fattori della coagulazione ecc. ...).

    1. Emocomponenti:

      • i globuli rossi concentrati servono per aumentare l'apporto di ossigeno ai tessuti in caso di gravi anemie di varia origine (leucemie, tumori, talassemia, post emorragie, politraumi, interventi chirurgici, ecc. ...);
      • i concentrati piastrinici servono per prevenire o cercare di arrestare le gravi emorragie conseguenti a difetti numerici o funzionali di queste cellule;
      • il plasma fresco congelato serve per prevenire o cercare di arrestare talune emorragie conseguenti a difetti della coagulazione.

      Farmaci emoderivati:

      • l'albumina è utile per correggere deficit come, ad esempio, nelle gravi insufficienze epatiche;
      • le immunoglobuline si usano per correggere deficit congeniti e/o acquisiti e nei disordini disregolativi del sistema immunitario;
      • i fattori della coagulazione sono indispensabili per prevenire e curare le emorragie in caso di carenza congenita (emofilia) o acquisita.

    1. L'unità di globuli rossi concentrati ha una durata di 42 giorni; il pool di piastrine di 5 giorni; l'unità di plasma congelato per uso clinico, se mantenuto costantemente a temperatura inferiore a -25 °C può essere conservato fino a ventiquattro mesi, se a temperatura compresa tra -18 e -25°C fino a tre mesi.

    1. Ogni individuo sano di età superiore o uguale a 18 anni e sino al compimento dei 65 anni.

      La donazione di sangue intero da parte dei donatori periodici di età superiore ai 65 anni fino ai 70 anni può essere consentita previa valutazione clinica dei principali fattori di rischio età - correlati ad opera del medico del Servizio Trasfusionale.

      La selezione per coloro che vogliono diventare donatori può essere eseguita dai 18 ai 60 anni.

      E' necessario avere un peso superiore a 50 kg.

    1. Il candidato donatore (aspirante donatore) dovrà prendere contatto con l'Associazione Avis o CRI di preferenza (elenco in calce) per essere sottoposto ad una valutazione preliminare di idoneità.

      Il giorno dell'appuntamento, dopo aver preso visione del materiale informativo, il candidato donatore viene sottoposto ad una valutazione medica, anche mediante la compilazione del questionario anamnestico e, se giudicato potenzialmente idoneo, verrà programmata l'esecuzione di esami ematici e l'elettrocardiogramma nelle sedi di afferenza delle Associazioni.

      Il giudizio di idoneità finale verrà espresso dal medico del Servizio Trasfusionale dopo la valutazione degli esiti degli accertamenti eseguiti e comunicato al donatore ad opera dell'Associazione.

      Il candidato ritenuto idoneo potrà donare, a partire dal 30° giorno successivo a quello del prelievo, previa programmazione, con prenotazione oraria, fornita dall'Associazione. Non è possibile recarsi a donare in autonomia presso le sedi di raccolta del Servizio Trasfusionale.

      Una copia dei referti degli accertamenti effettuati può essere consegnata al donatore, che ne fa richiesta, dall'Associazione.

      Qualora si rendesse necessaria l'esecuzione di ulteriori accertamenti al fine di completare la valutazione di idoneità oppure venisse rilasciato un giudizio di non idoneità, il Medico del Trasfusionale invia comunicazione all'Associazione che è tenuta a richiamare il candidato donatore per la notifica.

      Comunicazioni sostanziali o urgenti vengono gestite direttamente dal medico del SIMT che convoca il candidato donatore.

    1. Presso una delle sedi di raccolta del Servizio Trasfusionale (SIMT) dell'ASST Lariana:

      • Poliambulatorio Via Napoleona 60 - Como: la sede di raccolta è al primo piano, ala nord, si accede seguendo la segnaletica. Per contattare il servizio: segreteria 031.585.5396 / 5670 dalle ore 11:00 alle ore 13:30, fax: 031.585.5671, email: sit.segreteria@asst-lariana.it.
      • Presidio Ospedaliero Sant'Antonio Abate Via Domea, 4 - Cantù: la sede di raccolta è fronte strada di fronte al CUP, si raggiunge entrando dal cancello grande di via Domea, non dal principale, seguendo la strada a sinistra. Per contattare il servizio: segreteria 031.799.358 dalle ore 10:00 alle ore 12:30 - sala donazione 031.799.327 dalle ore 9:30 alle ore 12:00, fax: 031.799.318, email: sit.cantu@asst-lariana.it

      Nella provincia di Como le Associazioni dei Donatori Volontari di Sangue (AVIS/CRI) non eseguono l'attività di raccolta del sangue e degli emocomponenti, tra le competenze delle Associazioni vi sono: l'attività di chiamata/convocazione del donatore, in base alla programmazione fornita dal SIMT, la valutazione preliminare di idoneità dell'aspirante donatore, la comunicazione al donatore degli esiti da ritirare (ad es: in caso di esami fuori range) la consegna degli esiti degli esami ematochimici.

      E' compito del donatore informare il proprio Medico di Medicina Generale (MMG) in caso di esiti fuori range segnalati sul referto.

      Gli esami ematochimici del donatore vengono visionati e validati dal medico del SIMT.

      Orario di apertura

      Le sale di donazione sono aperte dal lunedì al venerdì:

      • donazioni di sangue intero: dalle ore 07:30 alle ore 10:30 (su prenotazione ad opera dell'Associazione);
      • donazione in aferesi: alle ore 08:00/09:00/10:00 (su prenotazione diretta con il SIMT).

      Nella sede di Como - via Napoleona, negli stessi orari, si può donare due sabati al mese (come da programmazione annuale).

      La sede di raccolta di Como - Via Napoleona è chiusa la domenica, i festivi ed il 31 agosto (santo patrono).

      La Sede di raccolta di Cantù è chiusa la domenica, i festivi ed il 9 febbraio (santo patrono).

    1. Dopo aver effettuato le operazioni di identificazione del donatore, viene consegnato il materiale informativo da leggere e il questionario anamnestico previsto dalla normativa (D.M. 02/11/2015). Ad ogni donazione il donatore ha l'obbligo di compilare il questionario anamnestico e di dare il consenso informato alla donazione e al trattamento dei dati personali. La compilazione del questionario puntuale, completa e veritiera deve essere sottoscritta dal donatore e dal medico che esegue la valutazione.

      Il passaggio successivo consta nell'accettazione informatica del donatore nel gestionale unico della Regione Lombardia dotato di un sistema di garanzia della sicurezza e della privacy.

      Previa identificazione attiva del donatore, vengono misurati e registrati i parametri volti all'accertamento dei requisiti richiesti pre-donazione: pressione arteriosa, frequenza cardiaca, valore di emoglobina (mediante puntura capillare su un polpastrello), temperatura corporea (introdotta dall'avvento del Covid). Il personale etichetta le sacche di raccolta e le relative provette.

      In seguito il donatore viene chiamato in sala visita dal medico che effettua la verifica dell'identità ed esegue l'anamnesi, valutazione delle condizioni generali di salute ed un colloquio volto a verificare che il donatore abbia compreso tutte le domande che gli sono state poste e che, quindi, non esistano rischi derivanti dalla donazione né per la salute del donatore né per quella dei riceventi. Il colloquio con il medico è riservato e coperto dal segreto professionale.

      Eventuali domande e/o richieste di chiarimenti possono essere rivolte al medico in qualsiasi fase del percorso di donazione.

      Dopo il colloquio con il medico, ottenuto il giudizio di Idoneità, appena disponibile la poltrona, il donatore viene chiamato nella sala dedicata al prelievo (sala donazione) ed invitato ad accomodarsi sulla poltrona.

      Il giorno della donazione il donatore deve essere in perfette condizioni di salute (assenza di malessere, dolori articolari, dolori muscolari, raffreddore, tosse, catarro, mal di gola, herpes labiale, eruzioni cutanee, ustioni, ferite, linfonodi ingrossati e/o dolenti, diarrea, allergia in atto, ciclo mestruale, ecc. ...), ed avere pressione arteriosa, frequenza cardiaca ed emoglobina conformi a quanto richiesto dalla normativa vigente.

    1. Prima di procedere con il prelievo viene verificata l'identità del donatore mediante riconoscimento attivo dello stesso (il donatore declina cognome, nome e data di nascita), la corrispondenza tra il codice identificativo della donazione, riportato sulle etichette apposte sul dispositivo di prelievo e sui campioni ematici, ed il suo collegamento univoco al donatore. La sacca viene posizionata sulla bilancia che ne controllerà il corretto riempimento. Si applica il laccio emostatico al braccio del donatore (per evidenziare un buon accesso venoso) e si procede alla disinfezione della cute, quindi si esegue la venipuntura fissando l'ago con il cerotto. La prima aliquota di sangue viene deviata nella sacca satellite, per prevenire eventuali contaminazioni batteriche del sangue donato, dal satellite vengono riempite le provette necessarie per l'esecuzione dei test diagnostici previsti dalla normativa vigente. Al termine, viene aperto il dispositivo che consente al sangue di defluire, per gravità, nella sacca di raccolta in cui sono già presenti l'anticoagulante e altre sostanze necessarie per la conservazione del sangue. Durante la donazione l'operatore verifica che ogni fase della raccolta soddisfi i requisiti richiesti.

      Qualora si rendesse necessario cambiare accesso venoso, come ad esempio per difficoltà intervenute durante la venipuntura, il personale sanitario, previo consenso del donatore, utilizzerà un nuovo accesso ed una nuova sacca.

      Al termine della raccolta si estrae l'ago, si esegue la medicazione della sede di flebotomia e si invita il donatore a rimanere disteso ancora per qualche minuto, prima di spostarsi nella sala adibita al ristoro.

      Al donatore viene consegnato il certificato di avvenuta donazione che giustifica l'astensione dal lavoro nella giornata della donazione. Qualora non si proceda alla donazione, viene comunque rilasciata una certificazione che attesta l'assenza dal lavoro del donatore per il tempo trascorso all'interno del Servizio Trasfusionale.

    1. Il volume del prelievo di sangue intero, stabilito dall'attuale normativa, è pari a 450 ml al netto della soluzione anticoagulante (con possibile scostamento di circa il 10%). Il quantitativo prelevabile è stato determinato in modo da garantire sia una adeguata preparazione degli emocomponenti (concentrati di globuli rossi, piastrine, unità di plasma) sia l'assenza di complicanze per il donatore.

      La donazione dura circa 10 minuti: se la durata è superiore ai 12 minuti, la sacca non può essere utilizzata per la preparazione dei concentrati piastrinici, se superiore ai 15 minuti il plasma ottenuto dalla donazione non può essere utilizzato a scopo clinico o per la preparazione dei fattori della coagulazione.

    1. E' consigliata una leggera colazione per prevenire eventuali disturbi legati al digiuno prolungato.

      Quando non è prevista l'esecuzione degli esami annuali è possibile assumere tè e/o caffè, zucchero, succo di frutta, fette biscottate e/o biscotti secchi, marmellata, miele, frutta fresca.

      Quando è prevista l'esecuzione degli esami più completi, definiti annuali, è consigliata una colazione più leggera con pochi zuccheri da assumere almeno 60 minuti prima dell'appuntamento: tè e/o caffè, poco zucchero, fette biscottate e/o biscotti secchi.

      Per conoscere la tempistica degli esami annuali il donatore può consultare il tesserino associativo su cui viene riportata la sigla A in corrispondenza della donazione.

      Prima di tutte le donazioni è consigliata l'assunzione di 250-500 ml di acqua dal risveglio fino a circa 15 minuti prima della donazione.

      Ad ogni donazione e/o controllo esami è tassativamente vietata l'assunzione di latte, burro, yogurt e di tutti i derivati del latte.

    1. La parte liquida del sangue viene ricostituita nell'arco di poche ore grazie a meccanismi naturali di recupero che richiamano liquidi entro i vasi sanguigni; questo è il motivo per cui è consigliabile, dopo la donazione, assumere una certa quantità di liquidi sotto varie forme (acqua naturale/gassata, tè, succo di frutta, ecc. ...).

      La parte corpuscolata (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) viene ricostituita in tempi variabili a seconda del tipo di cellula e comunque in pochi giorni.

      Il plasma donato si ricostituisce in poche ore.

    1. Il numero massimo di donazioni di sangue intero previsto dalla legge è:

      • uomo: 4 donazioni all'anno con un intervallo minimo di 90 giorni fra una donazione e l'altra;
      • donna in età fertile: 2 donazioni all'anno, con un intervallo minimo di 90 giorni fra una donazione e l'altra, usualmente si adotta un intervallo di 5-6 mesi. E' indicato donare a distanza dal ciclo mestruale, in fase ovulatoria (11°-14° giorno);
      • donna in menopausa: 4 donazioni all'anno con un intervallo minimo di 90 giorni fra una donazione e l'altra (come un uomo);
      • una periodicità diversa, regolamentata dalla vigente normativa, è prevista per la donazione di plasma in aferesi. Nella tabella sottostante sono riportati gli indici di donazione.

      Presso il nostro Servizio Trasfusionale è possibile eseguire in totale un numero di 6 donazioni/anno (sangue/plasma o solo plasma).

      INDICE DI DONAZIONE
      SANGUE INTERO
      UOMO: 4 donazioni all'anno, intervallo minimo 90 giorni
      DONNA: 2 donazioni all'anno se in età fertile (di solito convocate ogni 6 mesi)
      DONNA: 4 donazioni all'anno, intervallo minimo 90 giorni, se in menopausa.
      PLASMAFERESI
      UOMO-DONNA: 6 donazioni all'anno
      INTERVALLO MINIMO FRA DONAZIONI
      DA SANGUE INTEROA SANGUE INTERO
      90 GIORNI
      DA SANGUE INTEROA PLASMA
      30 GIORNI
      DA PLASMAA SANGUE INTERO
      30 GIORNI
      DA PLASMAA PLASMA
      35 GIORNI (intervallo minimo di legge=14 giorni)
    1. La donazione di plasma in aferesi è una particolare tecnica di prelievo con la quale è possibile raccogliere solo il plasma restituendo al donatore tutta la componente cellulare (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). Vengono utilizzati degli apparecchi, i separatori cellulari, ai quali il donatore viene collegato attraverso un circuito sterile e monouso montato sul separatore stesso. Il sangue intero all'ingresso nel circuito viene mescolato con l'anticoagulante (ACD) per evitare che coaguli.

      La procedura ha una durata di circa 40/50 minuti, durante i quali vengono raccolti da un minimo di 600 ad un massimo di 700 ml di plasma al netto dell'anticoagulante.

      Possono donare plasma in aferesi anche coloro che presentano valori di emoglobina inferiori ai limiti richiesti per la donazione di sangue intero (11,5 g/dl nella donna e 12,5 g/dl nell'uomo).

      In un programma di plasmaferesi continuativo si possono donare fino a 10 litri di plasma nell'arco di un anno.

      La donazione di plasma in aferesi deve essere prenotata per accordi diretti con il SIMT: l'appuntamento può essere fissato in sala donazione (al termine di una donazione) o telefonando alla segreteria del Servizio Trasfusionale:

      • Como - telefonare al numero 031.585.5396 / 5670 dalle ore 11:00 alle ore 13:30 dal lunedì al venerdì e i sabati di apertura;
      • Cantù - telefonare al numero 031.799.358 dalle ore 10:00 alle ore 12:30 oppure sala donazione 031.799.327 dalle ore 9:30 alle ore 12:00.

      • Nei 2-3 giorni precedenti evitare sforzi fisici ed allenamenti intensi che potrebbero determinare un aumento del valore degli enzimi epatici (transaminasi ALT);
      • Il giorno precedente e la sera prima della donazione evitare pasti abbondanti ricchi di grassi e l'assunzione di bevande alcoliche;
      • Fare colazione come indicato nello specifico paragrafo;
      • Il giorno della donazione è preferibile indossare indumenti comodi, con maniche larghe che si possano facilmente rimboccare senza stringere troppo o con maniche corte. Ideale una vestizione a strati per non avvertire caldo o freddo.

      • Non mangiare né masticare caramelle e/o chewing gum;
      • Non muovere il braccio durante la fase di prelievo e raccolta;
      • In caso di qualsiasi disturbo è importante segnalarlo subito al personale presente in sala.

      • Al termine della donazione sono previsti: un periodo di riposo di qualche minuto sulla poltrona e di circa 15 minuti nei locali adibiti al ristoro post donazione, la colazione deve essere consumata stando seduti (sorveglianza delle possibili reazioni tardive al prelievo);
      • Nelle 24 ore successive alla donazione il donatore non deve svolgere attività o hobby rischiosi come la guida di mezzi pubblici, l'uso di scale, lavoro su ponteggi, immersioni, ecc. ...;
      • Nella giornata della donazione si consiglia l'assunzione di un maggior quantitativo di liquidi (es. acqua, succo di frutta, tè o latte, ecc. ...) per reintegrare quelli donati.

    1. Ai fini della tutela della salute del ricevente (paziente) è di fondamentale importanza che il donatore comunichi al personale del Servizio Trasfusionale eventuali disturbi e/o malattie insorte subito dopo o nei 14 giorni successivi (come malessere, febbre, influenza, diarrea, nausea, comparsa di linfonodi, rash cutaneo, ecc. ...). In questi casi telefonare ai numeri delle sedi di raccolta sovra riportati chiedendo del personale medico. La segnalazione prevista dal DM 2 Novembre 2015 viene definita Post Donation Information (PDI).

    1. I possibili effetti indesiderati, comunque rari, conseguenti alle procedure di prelievo possono essere: formazione di ematoma nel punto di inserzione dell'ago, episodi lipotimici o sincopali che si caratterizzano per: calo pressorio, malessere generale, vertigini, ronzii, sudorazione, nausea, vomito, diarrea (possono comparire uno o più sintomi).

      La lipotimia è un lieve mancamento senza perdita di coscienza, la sincope un lieve mancamento con perdita di coscienza. Sono determinati da una reazione vaso-vagale o da una reazione emotiva nei confronti dell'evento. Questi episodi non sono pericolosi per la salute del donatore, il rischio conseguente può essere secondario al trauma in caso di caduta. Raramente si possono avere contrazioni muscolari involontarie o crisi convulsive, soprattutto in persone che ne hanno già sofferto in precedenza e non lo hanno segnalato al medico selezionatore.

      Se necessario, la donazione viene interrotta, in ogni caso il personale medico e infermieristico del Servizio Trasfusionale è formato ed esperto per fronteggiare prontamente qualsiasi inconveniente. In tutti i casi il donatore viene tenuto in osservazione fino alla risoluzione dei disturbi ed al completo benessere.

      Durante la procedura di plasmaferesi nella fase di prelievo il sangue viene mescolato con un anticoagulante (ACD) per evitare che coaguli all'interno del circuito. La quantità di ACD somministrata durante la procedura è di norma minima e non espone al rischio di emorragie, tuttavia può ridurre la concentrazione del calcio nel sangue, in questi casi possono comparire disturbi: formicolii (parestesie) intorno alle labbra e/o alle dita delle mani e/o dei piedi, talora senso di nausea o lievi contrazioni muscolari. Questi sintomi sono di solito ben controllati dalla somministrazione di calcio o dalla riduzione della velocità di reinfusione del sangue, a volte potrebbe essere necessaria altra terapia farmacologica.

      In caso di qualsiasi disturbo è importante segnalarlo subito al personale presente in sala.

    1. Assolutamente no, il materiale utilizzato per il prelievo è sterile e monouso e viene eliminato al termine di ogni donazione.

    1. Quali sono i segni ed i sintomi di infezione da HIV/AIDS?

      L'AIDS è una malattia infettiva contagiosa dovuta al virus HIV. Tale virus si trasmette con il sangue e con i rapporti sessuali. L'evoluzione dell'HIV-AIDS varia da soggetto a soggetto. L'infezione può essere caratterizzata da un lungo periodo privo di sintomi, anche 10 anni, cui segue un periodo in cui si ha un interessamento generale dell'organismo con febbre, perdita di peso, ingrossamento dei linfonodi, nausea, vomito, infezioni frequenti; a questo fa seguito l'evoluzione della malattia con interessamento polmonare, intestinale, manifestazioni cutanee, complicanze neurologiche. Per prevenire la trasmissione del virus è di particolare importanza la valutazione dei fattori di rischio (abitudini di vita e sessuali).

      Il sangue prelevato a tutti i donatori a scopo trasfusionale viene analizzato ad ogni donazione per individuare la presenza degli anticorpi anti-HIV che segnalano l'avvenuto contagio. Tuttavia, tra il contagio e la comparsa degli anticorpi esiste un intervallo di durata variabile detto "periodo finestra", durante il quale il sangue, pur essendo sieronegativo per la presenza di anticorpi, può potenzialmente trasmettere l'infezione.

      Da più di 10 anni sono in uso i nuovi test di laboratorio che ricercano il genoma virale dei virus HBV (Epatite B), HCV (Epatite C) e HIV. Tali test riducono sensibilmente il periodo finestra, senza però annullarlo del tutto per cui rimane fondamentale un'assoluta sincerità da parte del donatore a tutela della sua salute e di quella del ricevente.

      Quali sono i segni ed i sintomi di epatite?

      I virus delle epatiti virali possono essere causa di malattie identiche e indistinguibili tra di loro. Così come per l'HIV, i virus delle epatiti (principalmente B e C) si trasmettono con il sangue e con i rapporti sessuali, anche se spesso la via di contagio rimane inapparente e sconosciuta.

      La malattia si può presentare in molte varianti/forme: itterica con comparsa di colorazione gialla della cute e delle mucose; malessere generale con nausea, vomito, facile affaticabilità, eventuale febbricola; asintomatica (mancanza di sintomi); anitterica (mancanza di ittero); cronica dove il virus rimane localizzato nel fegato, continua la sua azione lesiva e può evolvere, anche dopo anni, in cirrosi e comparsa di tumore del fegato, fulminante, forma molto grave, che può portare rapidamente a morte.

      In alcune fasi della malattia si può verificare nel sangue un aumento delle transaminasi (enzimi epatici ALT e AST). E' inoltre rilevabile una positività dei marcatori specifici delle epatiti B e C, peraltro con gli stessi limiti descritti per l'HIV, per quanto riguarda il "periodo finestra".

      Come è possibile prevenire l'infezione da HIV e l'epatite?

      I virus responsabili di queste malattie si possono trasmettere prevalentemente con il sangue e con rapporti sessuali a rischio, per questo motivo non devono donare sangue le persone potenzialmente a rischio e cioè coloro che:

      • sanno di avere contratto un'epatite B o C o un'infezione da virus HIV;
      • hanno uno stile di vita ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive (cambio frequente di partner, rapporti con persone sconosciute, ecc. ...);
      • fanno uso di sostanze stupefacenti.

      L'uso del preservativo riduce enormemente il rischio di contagio ma non lo azzera completamente.

      E' possibile vaccinarsi per l'epatite B e per l'epatite A (di origine alimentare), mentre per l'AIDS e per l'Epatite C non esiste fino ad oggi alcun vaccino valido.

    1. Il donatore deve autoescludersi dalla donazione (che potrebbe recare danno a chi riceve il sangue) e per farlo ha diverse possibilità:

      • può chiedere di conferire con il medico del Servizio Trasfusionale che darà i consigli necessari;
      • può rinviare la donazione, omettendo il reale motivo, all'Associazione che lo ha convocato;
      • può allontanarsi senza dover dare particolari spiegazioni, anche se è sempre utile comunque chiarire la situazione con un medico del Servizio Trasfusionale;
      • può se ha già donato, e sono sopravvenuti dubbi su una possibile situazione a rischio, chiedere che la propria donazione venga eliminata: tramite segnalazione telefonica ad un medico del Servizio Trasfusionale (vedi i recapiti telefonici nella sezione DOVE SI PUO' DONARE?)

    1. Hanno il duplice scopo di poter validare la donazione, cioè di garantire che il sangue o l'emocomponente raccolto non costituisca pericolo per il ricevente, specialmente per il rischio infettivo (seppure nei limiti legati alla sensibilità dei test di laboratorio che nel "periodo finestra" non sono in grado di rilevare la presenza di microrganismi o degli anticorpi sviluppati contro di essi) e di controllare lo stato di salute del donatore.

    1. La donazione è un atto volontario e gratuito. Il donatore può ritirarsi o rinviare la donazione in qualsiasi momento della procedura ed in caso di dubbi chiedere chiarimenti al personale sanitario.

    1. Il Servizio Trasfusionale è tenuto a garantire una raccolta di sangue giornaliera quanto più possibile puntuale (numero di donatori suddivisi per gruppo sanguigno), al fine di garantire la disponibilità di sangue e suoi derivati ai pazienti afferenti alle strutture Ospedaliere dell'ASST Lariana ed alle case di cura convenzionate presenti nel territorio comasco e contribuire all'autosufficienza Regionale e Nazionale come richiesto dalla normativa e dalla rete trasfusionale.

      La convocazione per la donazione viene eseguita dalle Associazioni (AVIS/CRI) che prenotano la donazione fissando al donatore il giorno e l'orario dell'appuntamento. L'orario è da intendersi riferito all'arrivo del donatore alla sede di raccolta. Da questo momento l'impegno orario stimato fino all'uscita del donatore dalla sede è di 60 minuti per la donazione di sangue e 90 minuti per la donazione di plasma.

      Il rispetto della convocazione (giorno ed orario della donazione) da parte del donatore è di fondamentale importanza per permetterci di garantire ai pazienti il fabbisogno trasfusionale necessario.

      La prenotazione su appuntamento orario, implementata con l'avvento della pandemia, si è resa necessaria per evitare sovraffollamento ed assembramenti nelle sedi di raccolta.

      Le disdette devono essere comunicate all'Associazione di appartenenza.

      Care donatrici e cari donatori siamo a chiedervi il massimo impegno a rispettare la convocazione o a disdire l'appuntamento, con debito anticipo, quando possibile, al fine di permettere alle Associazioni di chiamare, in tempo utile, un altro donatore.

    1. I dati personali e sanitari vengono trattati esclusivamente per la finalità di donazione del sangue ed emocomponenti, secondo le modalità previste dalla normativa vigente (Reg. UE 2016/679 e D.Lgs. 30 giugno 2003 n.196 s.i.m. Codice Privacy) garantendone la riservatezza. Inoltre, il colloquio con il medico selezionatore è vincolato dal più rigoroso segreto professionale e d'ufficio.

      I dati anagrafici vengono condivisi con l'Associazione Donatori cui il donatore eventualmente si è iscritto e con l'archivio informatico regionale dei donatori di sangue.

      Il trattamento dei dati personali da parte del centro trasfusionale nonché l'eventuale comunicazione ai predetti destinatari è effettuata solo con il consenso del donatore. Senza il consenso non potrà essere effettuata alcuna donazione né altro tipo di trattamento.

      Le informazioni sanitarie, compresi i risultati delle analisi di laboratorio e gli eventuali motivi di sospensione dalle donazioni sono riservate al personale del Servizio Trasfusionale.

      Il titolare del trattamento dei dati personali è l'ASST Lariana (Via Ravona n. 20 - 22042 - San Fermo della Battaglia (Como) - Italia - Tel. 0315851 - email dir.gen@pec.asst-lariana.it - PEC protocollo@pec.asst-lariana.it) ed il Responsabile della Protezione dei Dati Personali è ISFORM & Consulting S.r.l. (Via Guido Dorso 75 - 70125 - Bari - email info@isformconsulting.it - PEC isform.srl@pec.it - Tel.0805025250 - Persona fisica da contattare: Francesco Maldera - email rpd@asst-lariana.it).

      L'ASST Lariana conserva i dati personali conformemente alle disposizioni della Regione Lombardia (Regolamento Regionale n. 3/2012 e Massimario di scarto del Sistema Sanitario e Sociosanitario della Regione Lombardia) nonché alle previsioni del Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004) per l'archiviazione dei documenti pubblici per finalità di ricerca storica.

      Nessun dato viene utilizzato per un trattamento automatizzato finalizzato alla profilazione né viene trasferito in paesi extra UE.

      Il donatore ha il diritto di ottenere dall'ASST Lariana, nei casi previsti, l'accesso ai dati personali e la rettifica o la cancellazione degli stessi o la limitazione del trattamento che li riguarda, di opporsi al trattamento o di revocare il consenso (artt. 15 e ss. del Regolamento UE 2016/679). L'apposita istanza è presentata contattando il Responsabile della protezione dei dati dell'ASST Lariana ai recapiti sopra indicati. Il donatore che ritenga che il trattamento dei dati personali a lui riferiti avvenga in violazione di quanto previsto dalla disciplina in materia di protezione dei dati personali ha il diritto di proporre reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali (Piazza Venezia 11 - 00187 Roma - protocollo@gpdp.it - 06696771), come previsto dall'art. 77 del Regolamento (UE) 2016/679, o di adire le opportune sedi giudiziarie ai sensi dell'art. art. 79 del Regolamento citato.