L’équipe della Chirurgia Plastica
È stato condotto all’ospedale Sant’Anna uno studio che ha evidenziato i benefici dell’innesto di grasso autologo (lipofilling) nella riduzione delle complicanze legate alla ricostruzione mammaria con protesi, in particolare dopo trattamenti radioterapici post-mastectomia. La ricerca, realizzata dal team della Chirurgia Plastica di Asst Lariana e pubblicata, con impact factor 3.3, sulla rivista scientifica internazionale Journal of Clinical Medicine, grazie al contributo determinante della dottoressa Alessia De Col e del dottor Francesco Buttarelli, ha preso in esame 32 donne che, tra il 2010 e il 2021, hanno subito una ricostruzione mammaria protesica in due tempi dopo l’intervento oncologico e la radioterapia. Co-autori della ricerca la dottoressa Anna Scevola, il dottor Ferruccio Paganini e la dottoressa Melissa Akuma.
Tutte le pazienti hanno ricevuto almeno una sessione di lipofilling, una tecnica che prevede il prelievo e il reinserimento di grasso autologo per migliorare la qualità dei tessuti. I risultati sono promettenti: a un follow-up medio di 7,7 anni, l’incidenza di contrattura capsulare (una delle principali complicanze post-impianto) è stata del 18,8%, nessuna paziente ha presentato forme gravi e non si sono registrate recidive oncologiche. Tutte le pazienti hanno mantenuto la protesi senza necessità di passare a una ricostruzione autologa, con un elevato grado di soddisfazione in termini di morbidezza e risultato estetico.
“Il lipofilling si conferma una strategia sicura ed efficace per il mantenimento della ricostruzione mammaria protesica dopo radioterapia. In questa serie a lungo termine – spiega Anna Scevola, primario della Chirurgia Plastica all’ospedale Sant’Anna – l’innesto di grasso è stato associato a una minore incidenza di contrattura capsulare rispetto ai dati storici, all’assenza di contratture gravi e a nessun evento oncologico. Per le pazienti selezionate che non sono idonee alla ricostruzione autologa, il lipofilling può rappresentare una valida alternativa per preservare la vitalità dell’impianto, migliorare la qualità dei tessuti e ridurre la necessità di interventi di salvataggio”.
La Chirurgia Plastica di Asst Lariana, diretta da Scevola, è stata anche protagonista nelle scorse settimane di due importanti appuntamenti scientifici: il Congresso italiano di Microchirurgia e il Congresso nazionale di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva (Sicpre). La specialista è intervenuta presentando l’esperienza maturata a Como nella ricostruzione di perdite di sostanza ossee degli arti mediante l’utilizzo del perone vascolarizzato.
“Si tratta di una tecnica complessa ma estremamente efficace nei casi in cui vi siano gravi difetti ossei, in particolare a seguito di traumi o interventi oncologici – sottolinea -. L’impiego di un lembo osseo microvascolare consente di ripristinare la funzionalità dell’arto e migliorare significativamente la qualità della vita del paziente”.
Al Congresso è intervenuta anche la dottoressa Melissa Akuma, specializzanda dell’Università degli Studi di Napoli Federico II in formazione al Sant’Anna. Il suo contributo ha riguardato il dolore neuropatico cronico mammario post intervento di mastectomia e chirurgia ascellare.
“Il dolore cronico post-chirurgico dopo interventi al seno è un problema ancora sottovalutato. Comprenderne le caratteristiche e le cause – conclude la dottoressa Scevola – è fondamentale per sviluppare strategie di prevenzione e trattamento più efficaci”. Un doppio riconoscimento al lavoro clinico e di ricerca della struttura comasca, sempre più attiva anche sul piano scientifico nazionale.
(Per approfondimenti si rimanda al Journal of Clinical Medicine, “Long-Term Outcome in Implant Breast Reconstruction and Radiotherapy: The Role of Fat Grafting” di Alessia De Col, Francesco Buttarelli, Melissa Akuma, Ferruccio Paganini and Anna Scevola, al seguente link: Long-Term Outcome in Implant Breast Reconstruction and Radiotherapy: The Role of Fat Grafting | MDPI)