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Ictus cerebrale minore: percorso di assistenza domiciliare dedicato agli over 65

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Dedicato ai pazienti che non necessitano di una riabilitazione in una struttura o in un reparto specializzato e che possono beneficiare di un monitoraggio e di un accompagnamento a casa

Data di pubblicazione:

18 Luglio 2026

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E’ stato avviato, negli scorsi mesi, un progetto dedicato ai pazienti colpiti da ictus cerebrale minore che, pur non necessitando di un percorso riabilitativo in regime di degenza, hanno bisogno di un supporto specialistico al domicilio.

 

“La selezione dei pazienti avviene sulla base degli esiti dell’ictus – spiega la dottoressa Alessia Lanari, direttore del Dipartimento di Neuroscienze di Asst Lariana – Si tratta di un percorso rivolto a persone che non necessitano di una riabilitazione in una struttura o in un reparto specializzato ma che possono beneficiare di un monitoraggio e di un accompagnamento direttamente a casa”.

 

Il progetto si avvale della collaborazione di professionisti esterni – un’infermiera, una fisioterapista e una terapista occupazionale – che seguono il paziente nel percorso di recupero, verificando l’efficacia delle cure e degli interventi riabilitativi già prescritti.

“L’assistenza domiciliare – prosegue la dottoressa Lanari – rappresenta anche un importante sostegno per i familiari e per il caregiver, che vengono accompagnati nella gestione quotidiana del paziente”.

L’intervento dell’équipe multiprofessionale si integra con i trattamenti già indicati al momento della dimissione ospedaliera, come le Cure Domiciliari (C-DOM) e gli eventuali percorsi ambulatoriali. Durante le visite al domicilio, gli operatori verificano gli effetti delle cure e, quando necessario, valutano la possibilità di erogare direttamente a casa alcuni trattamenti. 

“Lo stretto monitoraggio nel post acuto – sottolinea la dottoressa Lanari – permette inoltre di valutare l’aderenza alla terapia e l’eventuale segnalazione di scarsa tolleranza o la comparsa di nuovi problemi che richiedano una rivalutazione neurologica più precoce rispetto ai tempi stabiliti”.

Ad oggi sono già dieci i cittadini residenti nel territorio di competenza di Asst Lariana che hanno beneficiato del progetto.

“La durata della presa in carico varia generalmente tra i tre e i sei mesi – conclude la dottoressa Lanari – in funzione degli esiti dell’ictus e delle esigenze di recupero di ciascun paziente”.

Per la Dapss (Direzione Aziendale delle Professioni Sanitarie e Sociosanitarie) il percorso di presa in carico è seguito dalla dottoressa Lorenza Fusetti, responsabile dell’attività dipartimentale di Neuroscienze. Il progetto – presentato dalla direzione sanitaria, rappresentata da Brunella Mazzei e dalla direzione socio sanitaria, rappresentata da Maurizio Morlotti – è finanziato da Regione Lombardia ed è in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che individua la casa come primo luogo di cura, nonché con quanto previsto dal Decreto Ministeriale 77/2022 per il potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare.

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Ultimo aggiornamento: 15/07/2026, 19:14

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