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Alla Cernobbio School i progetti di Asst Lariana per gli anziani fragili

Dettagli della notizia

Sono stati presentati dal professor Andrea Maria Maresca a Villa Erba nell’ambito della seconda giornata della Cernobbio School

Data di pubblicazione:

19 Febbraio 2026

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 I progetti per gli anziani fragili e la rete e la collaborazione tra pubblico e privato sul territorio: sono i due temi presentati da Asst Lariana questa mattina a Villa Erba nell’ambito della seconda giornata della Cernobbio School. Ad intervenire il professor Andrea Maria Maresca, primario della Geriatria e direttore del Dipartimento di Area Medica di Asst Lariana e professore di Medicina Interna e direttore della Scuola di Specializzazione in Geriatria all’Università degli Studi dell’Insubria, e il direttore generale Luca Stucchi. L’evento, quest’anno alla sua terza edizione, è promosso da Motore Sanità ed è nato per analizzare e condividere le prospettive reali di un cambiamento verso un servizio sanitario nazionale sostenibile ed innovativo.

I progetti per gli anziani fragili Due principali paradigmi definiscono la fragilità nell’anziano: il paradigma biomedico che la definisce come una sindrome legata al declino progressivo di più sistemi fisiologici, con riduzione delle riserve funzionali e maggiore vulnerabilità agli stressor, manifestata da debolezza, affaticamento, rallentamento del cammino, perdita di peso e ridotta attività fisica; il paradigma bio-psico-sociale che ne offre invece una lettura multidimensionale, che integra agli aspetti biologici anche fattori psicologici e sociali, riconoscendo la complessità della condizione. Dal 2011 al 2021 il dato percentuale di anziani con fragilità moderate/grave in Lombardia è passato dal 5% all’11% (Fonte Dati Italia Longeva – Indagine 2023).

“A fronte di un dato epidemiologico in costante evoluzione – ha spiegato il professor Maresca – abbiamo strutturato e valutato un percorso per la presa in carico e l’assistenza sociosanitaria di pazienti anziani ultraottantenni affetti da condizioni di fragilità e la cui valutazione è fatta dal medico di medicina generale sulla base dell’apposita scala clinica per valutare la fragilità nel paziente (il paziente ha patologie attive, sono ben controllate, ha sintomi di malattia, necessita di aiuto per la gestione delle finanze, dei trasporti, dei farmaci, per i lavori domestici pesanti, necessita di aiuto con la cura della casa, necessita di aiuto per lavarsi, vestirsi…). Il progetto è partito inizialmente nel Distretto di Cantù-Mariano Comense e poi lo abbiamo esteso al Distretto di Como”.

I tre pilastri del progetto sono: ambulatorio geriatrico dedicato all’anziano fragile (con un punteggio nella scala di fragilità superiore o uguale a 6) con visite a domicilio dei geriatri e degli Infermieri di Famiglia e di Comunità; ricovero programmato negli ospedali di Comunità in modo da intervenire in tempo sul malato ad alto rischio di scompenso acuto, evitando l’accesso in Pronto Soccorso e il ricovero in un reparto per acuti; team geriatrico in Pronto Soccorso (al momento presente all’ospedale Sant’Anna) per stabilire il setting assistenziale migliore per il paziente in base al quadro clinico e alla possibilità di recupero funzionale.
“Nel corso di quest’anno completeremo il progetto con un ulteriore servizio, quello delle équipes geriatriche/infermieristiche a domicilio per garantire ai medici di medicina generale un supporto specialistico nella gestione dei malati fragili per i quali la casa è il luogo preferenziale per la cura – ha annunciato il professor Maresca – Le équipes saranno composte da geriatri ed infermieri afferenti ai Distretti e saranno dotati di strumentazione tecnologica portatile come ecografo, elettrocardiogramma, dispositivi per gli esami ematici che consentono un risultato in tempo rapido. La finalità è fornire un inquadramento clinico diagnostico direttamente al domicilio del paziente”.
  • Ambulatorio per l’anziano fragile
Tra luglio 2024 e dicembre 2025, nel Distretto di Cantù-Mariano Comense e quello di Como, nell’ambulatorio per l’anziano fragile sono state effettuate complessivamente 625 visite, di cui 462 a domicilio, 156 in ambulatorio e 7 in Rsa; 452 sono state prime visite e 173 controlli; la maggior parte (412) hanno riguardato donne; età media di 86/87 anni.
“Il dato positivo è che abbiamo avuto un’ottima risposta e collaborazione da parte dei medici di medicina generale – ha sottolineato Maresca – A Cantù su 81 medici abbiamo ricevuto segnalazioni da 62, quindi quasi l’80% dei colleghi ha aderito al progetto”. I servizi che sono stati attivati a seguito dei controlli contemplano: riconciliazione terapeutica, supporto ed educazione ai caregiver, attivazione del monitoraggio da parte degli Ifec, attivazione dei servizi sociali e delle misure welfare, attivazione dei servizi socio-sanitari (C-Dom, Rsa aperta, Nuclei Alzheimer, Rsa, protesi ed ausili…)
  • Ricovero negli Ospedali di Comunità
L’ospedale di Comunità rappresenta il setting privilegiato per la gestione precoce del malato a maggior rischio di “instabilizzazione” fornendo così una risposta tempestiva per gli anziani a rischio di scompenso, riducendo l’impatto sul Pronto Soccorso e i ricoveri nei reparti per acuti.
  • Team Geriatrico in Pronto Soccorso
Tra aprile e dicembre 2025 i geriatri hanno intercettato nel Pronto Soccorso dell’ospedale Sant’Anna 939 pazienti, con un’età media di 85/86 anni, il 51,8% donne e il 48,2% uomini, provenienti per il 90% dal domicilio e con una scala di fragilità superiore a 6. Al momento la presenza è assicurata 5 giorni su 7 dalle 8 alle 16; la valutazione del paziente è seguita da un’équipe composta da geriatri, infermieri e assistenti sociali.
“L’obiettivo è prendere in carico precocemente il paziente per stabilire il setting assistenziale migliore. Non dimentichiamo che l’anziano fragile è ad alto rischio di complicanze ospedaliere e i pazienti possono ricevere lo stesso livello di assistenza ospedaliera stando a casa” ha evidenziato Maresca.
Dei 939 pazienti per il 73% si è reso necessario il ricovero in un reparto per acuti/sub acuti; il 19% è stato dimesso e rinviato a domicilio (16%) o inviato all’Ospedale di Comunità (3%); il 5% è stato dimesso con indicazione di cure palliative e il 3% è deceduto in Pronto Soccorso; nel 18% dei casi si è resa necessaria l’attivazione dell’assistente sociale.
“Tempestività della presa in carico e riduzione dei ricoveri inappropriati sono i due risultati principali che abbiamo ottenuto, risultati che sono a vantaggio del paziente, innanzitutto” ha ricordato il primario.
  • Equipes geriatriche/infermieristiche a domicilio – Ge.Co territoriale
La quarta attività del progetto dedicato all’anziano fragile e che sarà attivata nel corso di quest’anno, è costituita dalle équipes geriatrice/infermieristiche a domicilio (Ge.Co territoriale). Garantirà un supporto specialistico al medico di famiglia nella gestione degli anziani fragili a domicilio, che resta il setting privilegiato. L’équipe, costituita da geriatra e infermieri di Famiglia e di Comunità del Distretto, saranno dotate di una strumentazione portatile (ecografo, ECG, POCT per esami ematici) per fornire un inquadramento clinico diagnostico rapido direttamente al domicilio. Il modello proposto è stato accolto con grande interesse poiché rappresenta un esempio concreto di sanità territoriale in grado di rispondere in modo coordinato, precoce e sostenibile ai bisogni della popolazione anziana.
“La fragilità nell’anziano – ha concluso il professor Maresca – è una condizione frequente e spesso non intercettata precocemente. Dobbiamo costruire un sistema di assistenza integrata in modo da fornire risposte adeguate alla gestione di questi pazienti”.

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Ultimo aggiornamento: 19/02/2026, 19:13

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