I progetti per gli anziani fragili Due principali paradigmi definiscono la fragilità nell’anziano: il paradigma biomedico che la definisce come una sindrome legata al declino progressivo di più sistemi fisiologici, con riduzione delle riserve funzionali e maggiore vulnerabilità agli stressor, manifestata da debolezza, affaticamento, rallentamento del cammino, perdita di peso e ridotta attività fisica; il paradigma bio-psico-sociale che ne offre invece una lettura multidimensionale, che integra agli aspetti biologici anche fattori psicologici e sociali, riconoscendo la complessità della condizione. Dal 2011 al 2021 il dato percentuale di anziani con fragilità moderate/grave in Lombardia è passato dal 5% all’11% (Fonte Dati Italia Longeva – Indagine 2023).
“A fronte di un dato epidemiologico in costante evoluzione – ha spiegato il professor Maresca – abbiamo strutturato e valutato un percorso per la presa in carico e l’assistenza sociosanitaria di pazienti anziani ultraottantenni affetti da condizioni di fragilità e la cui valutazione è fatta dal medico di medicina generale sulla base dell’apposita scala clinica per valutare la fragilità nel paziente (il paziente ha patologie attive, sono ben controllate, ha sintomi di malattia, necessita di aiuto per la gestione delle finanze, dei trasporti, dei farmaci, per i lavori domestici pesanti, necessita di aiuto con la cura della casa, necessita di aiuto per lavarsi, vestirsi…). Il progetto è partito inizialmente nel Distretto di Cantù-Mariano Comense e poi lo abbiamo esteso al Distretto di Como”.
“Nel corso di quest’anno completeremo il progetto con un ulteriore servizio, quello delle équipes geriatriche/infermieristiche a domicilio per garantire ai medici di medicina generale un supporto specialistico nella gestione dei malati fragili per i quali la casa è il luogo preferenziale per la cura – ha annunciato il professor Maresca – Le équipes saranno composte da geriatri ed infermieri afferenti ai Distretti e saranno dotati di strumentazione tecnologica portatile come ecografo, elettrocardiogramma, dispositivi per gli esami ematici che consentono un risultato in tempo rapido. La finalità è fornire un inquadramento clinico diagnostico direttamente al domicilio del paziente”.
- Ambulatorio per l’anziano fragile
“Il dato positivo è che abbiamo avuto un’ottima risposta e collaborazione da parte dei medici di medicina generale – ha sottolineato Maresca – A Cantù su 81 medici abbiamo ricevuto segnalazioni da 62, quindi quasi l’80% dei colleghi ha aderito al progetto”. I servizi che sono stati attivati a seguito dei controlli contemplano: riconciliazione terapeutica, supporto ed educazione ai caregiver, attivazione del monitoraggio da parte degli Ifec, attivazione dei servizi sociali e delle misure welfare, attivazione dei servizi socio-sanitari (C-Dom, Rsa aperta, Nuclei Alzheimer, Rsa, protesi ed ausili…)
- Ricovero negli Ospedali di Comunità
- Team Geriatrico in Pronto Soccorso
“L’obiettivo è prendere in carico precocemente il paziente per stabilire il setting assistenziale migliore. Non dimentichiamo che l’anziano fragile è ad alto rischio di complicanze ospedaliere e i pazienti possono ricevere lo stesso livello di assistenza ospedaliera stando a casa” ha evidenziato Maresca.
“Tempestività della presa in carico e riduzione dei ricoveri inappropriati sono i due risultati principali che abbiamo ottenuto, risultati che sono a vantaggio del paziente, innanzitutto” ha ricordato il primario.
- Equipes geriatriche/infermieristiche a domicilio – Ge.Co territoriale
“La fragilità nell’anziano – ha concluso il professor Maresca – è una condizione frequente e spesso non intercettata precocemente. Dobbiamo costruire un sistema di assistenza integrata in modo da fornire risposte adeguate alla gestione di questi pazienti”.