Comunità Terapeutiche di Asso > Disturbi Specifici dell'Apprendimento
Responsabile: Nadia Fteita

Presentazione

Le disposizioni della Regione Lombardia in merito alla neuropsichiatria infantile hanno definito nel 1999 il passaggio del Presidio di Comunità Terapeutiche di Asso all'Azienda Ospedaliera S. Anna.

Questo presidio che si connota come sanitario in quanto luogo di cura e riabilitazione di minori con disturbi della sfera cognitiva, affettiva e relazionale, merita, per la peculiarità della sua conduzione, una particolare presentazione. Si connota come Presidio di Comunità Terapeutica psico-socio-educativa, prevista dal Progetto Obiettivo Regionale "Tutela della salute neuropsichica dell'infanzia e dell'adolescenza", con alle spalle una storia di Istituto Medico Pediatrico, favorevole premessa per acquisire le caratteristiche di struttura idonea alla cura ed alla riabilitazione di minori.

Il Presidio, collocato ad Asso in un grande parco e con una struttura completamente ristrutturata, è sede di cinque comunità terapeutiche autonome, sia nella gestione, sia per l'ambiente ei vita e di luoghi comuni per attività occupazionali, oltre ai servizi alberghieri.

Ogni Comunità è costituita da un appartamento, strutturata come una normale abitazione (cucina, soggiorno, stanza da letto e servizi) ed ospita dieci ragazzi, in regime residenziale.

In un altro edificio hanno sede le attività occupazionali, la scuola (elementare interna), oltre alle aule per l'attuazione dei progetti didatti alternativi alla frequenza scolastica esterna, la palestra. Il parco è dotato di attrezzature sportive e di giochi all'aperto.

La segnalazione per il ricovero avviene tramite le Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile competenti e l'ammissione, al di là delle caratteristiche personali del soggetto, trova ragione solo quando le problematiche personali e la compromessa situazione familiare sono inserite in una dinamica relazionale patologica tale da compromettere la crescita del bambino.

La Comunità rappresenta per il minore ospite un ambiente di vita che si pone come agente terapeutico attivo, che promuove e facilita i cambiamenti, la possibilità di esprimersi in un contesto accettante, utilizzando il recupero del quotidiano, quale primo momento terapeutico. Il metodo di lavoro prevede la predisposizione di un progetto operativo predisposto da ogni Comunità che, prende avvio dalla condizione clinica e dai bisogni, individuando strumenti affinché ciascuno si senta parte significativa di una storia, riparativa di quella passata di ciascun ospite. Il percorso riabilitativo dei minori ospiti della struttura ha inizio dopo un periodo di osservazione, con un incontro interdisciplinare di tutti gli operatori interessati al caso e di tutti gli specialisti (neuropsichiatra, psicologo, terapista della riabilitazione) che, socializzando le proprie conoscenze, definisce una visione completa ed organica del caso.

L'ipotesi interpretativa ne è la conseguenza e pone le linee per l'intervento che si traduce in un progetto individuale, nel quale confluiscono gli interventi interni alla comunità, il programma da svolgere nella attività interne ed esterne al Presidio, il programma terapeutico individuale o di gruppo, il programma di apprendimento scolastico, il progetto di rapporto con la famiglia ed i rapporti con il servizio inviante.

Nel percorso riabilitativo vengono sempre coinvolti i servizi di Neuropsichiatria Infantile che hanno inviato il minore per favorire un processo di cambiamento anche nell'ambiente familiare, in previsione della dimissione. La dimissione avviene quando il progetto riabilitativo ha concluso il suo iter nel momento in cui la valutazione del caso riconosce avvenute le reali modificazioni intrapsichiche, comportamentali e di relazione sociale.

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