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05/12/2019
Gioco d'azzardo patologico: un vasto e importante problema sanitario e sociale

Nel 2018 gli italiani si sono giocati 107miliardi di euro. Una cifra che ha collocato il nostro paese ai primi posti in Europa e nel mondo rispetto al gioco d'azzardo. Sono giochi d'azzardo - illegali per i minori - Slot e VLT, lotterie, lotterie istantanee (Gratta e Vinci), scommesse sportive, giochi da casinò, bingo, giochi d'azzardo online, ossia tutti quei giochi il cui scopo è ottenere un premio in denaro o altro bene, in cui devi rischiare ciò che hai puntato e non puoi ritirarti, in cui l'esito, vincita o perdita, dipendono totalmente o prevalentemente dal caso e non dall'abilità. Con un apparecchio ogni 143 abitanti l'Italia, tra l'altro, è anche al primo posto in Europa per distribuzione di Slot e VLT. Spostandosi nella nostra provincia, Como è al quarto posto in Italia per spesa pro-capite in giochi d'azzardo e al quarto posto in Lombardia per soldi giocati pro-capite in slot.

Proiettando i dati nazionali, in provincia di Como potrebbero esserci 180mila residenti che hanno giocato negli ultimi 12 mesi, 40mila giocatori a rischio basso o moderato, 15mila giocatori problematici, 1/3 dei quali a rischio severo, 10mila studenti tra i 15 e i 19 anni che hanno giocato nell'anno, 3.900 studenti tra i 15 e i 19 anni giocatori a rischio, 2mila studenti tra i 15 e i 19 anni giocatori problematici, 6.700 minori tra i 14 e i 17 anni che hanno giocato nell'anno (23%), 450 minori giocatori a rischio o già problematici (3,5%). Sono alcuni dei dati presentati questa mattina, nell'auditorium dell'ospedale Sant'Anna, in occasione del convegno "Il paziente con disturbo da gioco d'azzardo. Integrazione ospedale-territorio per la presa in carico precoce nei servizi di cura Sert".

L'evento formativo è stato organizzato da Asst Lariana attraverso la Uoc Dipendenze, diretta da Raffaella Olandese, che afferisce al Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze, diretto da Carlo Fraticelli. "Si tratta di un fenomeno che causa grave problematiche sociali - ha sottolineato il direttore socio sanitario di Asst Lariana, Raffaella Ferrari - e che va affrontato come un disturbo clinico. Per questi motivi è importante che anche il personale che opera in ospedale sappia come riconoscere e quindi informare questi soggetti e i loro familiari. Da non sottovalutare poi è l'allarme che vede i giovani al centro di queste problematiche e l'importanza quindi di interventi precoci".

"La legalizzazione, la grande diffusione e la facile accessibilità soprattutto negli ultimi 15 anni - ha osservato Raffaella Olandese, responsabile scientifica del convegno - hanno portato ad un gioco eccessivo e problematico, ad un importante problema di salute pubblica e a un grande rischio di sviluppo di una grave patologia di dipendenza". E ancora: "Il giocatore d'azzardo patologico nella rincorsa compulsiva della vincita distrugge la propria vita sociale, economica, familiare, lavorativa compromettendo la propria salute, con un rischio di suicidio conseguente che è quattro volte superiore a quello della popolazione generale". Ai danni provocati dalla malattia - perché di patologia si tratta e non di un vizio - vanno aggiunti i disturbi fisici e psicologici che colpiscono i familiari del giocatore.

Alla relazione della dottoressa Olandese sono seguiti gli interventi del dottor Carlo Fraticelli, della dottoressa Daniela Capitanucci, psicologa, socia fondatrice di And-Azzardo e Nuove Dipendenze, del dottor Maurizio Avanzi, responsabile della Uo Ser.D.P. di Levante-Ponente Ausl di Piacenza, della dottoressa Alessandra Bassi, counsellor formatore della cooperativa L'Arco di Piacenza e la dottoressa Fausta Fagnoni, counsellor educatrice professionale dell'associazione La Ricerca di Piacenza (L'Arco e La Ricerca coordinano, in Emilia Romagna, "Iceberg" un progetto regionale "per fronteggiare insieme l'azzardo, per far emergere ciò che non si vede ma si vive").

Il convegno era rivolto a medici ospedalieri e dei servizi territoriali, medici di medicina generale, pediatri, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri. Nell'ambito del piano di intervento della cura del gioco d'azzardo patologico promosso da Regione Lombardia e poi progettato e attuato da Asst Lariana. "Molte sono le persone che avrebbero bisogno di avvicinarsi ai servizi di cura e nei Sert vediamo solo la punta dell'iceberg di un più vasto e importante problema sanitario e sociale - ha concluso Olandese - Uno dei nostri obiettivi sarà rafforzare il collegamento tra l'ospedale e i servizi territoriali per diffondere la consapevolezza del disturbo da gioco d'azzardo come patologia curabile e facilitare l'accesso all'offerta dei servizi presenti".

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