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23/09/2019
A Villa Olmo il 28 settembre un incontro pubblico su "Disfagia e complicanze"

La disfagia, ossia la difficoltà a deglutire il cibo e le sue complicanze, sono il tema al centro dell'incontro pubblico promosso da Comune di Como e Asst Lariana. L'appuntamento è per sabato 28 settembre a Villa Olmo, dalle 9 alle 13.30. La partecipazione, gratuita, è aperta a tutti, previa iscrizione sul sito www.eventbrite.it (Disfagia e complicanze). I relatori saranno gli infermieri e i medici del reparto di riabilitazione cardio-respiratoria dell'ospedale Sant'Antonio Abate di Cantù, diretto dal dottor Antonio Paddeu e due logopediste dell'unità di Riabilitazione Neuromotoria del Sant'Anna, diretta dal dottor Enrico Tallarita, responsabile del Dipartimento di Riabilitazione, Cure intermedie e Cronicità.

Definizione e complicanze della disfagia, alimentazione, riabilitazione e logopedia, la gestione della Peg a domicilio, esercitazione pratica per la disostruzione delle vie aeree, tracheostomia, gestione della medicazione e ventilazione a domicilio, sono gli argomenti che saranno presentati. Davide Barazzoni, Sebastiano Castorina, Grazia Maria Corti, Marina Ferri, Raffaella Gonella, Patrizia Mattarella e Roberto Mauri sono gli infermieri dell'ospedale di Cantù che interverranno insieme alle logopediste Valentina Erriquez e Sonia Pellegatta, al dottor Paddeu e al medico nutrizionista Sergio Casati.

"Ringrazio gli organizzatori di questo convegno per l'importante occasione che stanno offrendo a tutte le realtà e ai professionisti interessati, oltre a chi, magari non professionalmente, si occupa degli anziani - sottolinea Angela Corengia, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Como - E' importante infatti che l'assistenza di chi è vicino alle persone che soffrono di disfagia, anche quando queste vivono in famiglia o in autonomia, sia sempre più qualificata, per assicurare una migliore cura".

"Le problematiche connesse al mangiare sono una tematica che interessa un numero elevato di pazienti - spiega il dottor Antonio Paddeu - Dalla terza età all'ictus, dalla demenza alle malattie neurovegetative, dalle malattie muscolari alle malattie neurologiche in generale, la difficoltà a deglutire il cibo coinvolge moltissime persone insieme ai loro familiari e a chi si prende cura di loro. Spesso i sintomi vengono sottovalutati e si ricorre al medico o allo specialista troppo tardi". Tra i primi campanelli d'allarme cui bisogna prestare attenzione figura, ad esempio, la tosse. "Questo è il linguaggio attraverso cui il corpo ci segnala che il cibo o l'acqua sono finiti nelle vie aeree - prosegue il medico - Da non sottovalutare sono anche il senso di soffocamento, la sensazione di avere un peso in gola, la fatica a deglutire, la sensazione di voler sputare subito dopo aver mangiato". A questi sintomi possono poi associarsi problemi più gravi come le cosiddette polmoniti ab ingestis, (l'infiammazione dei polmoni causata dall'ingresso di sostanze estranee nell'albero broncopolmonare), la conseguente febbre e le insufficienze respiratorie. "Oltre alle spiegazioni - sottolinea il primario - abbiamo previsto anche esercitazioni pratiche con dei manichini per le manovre di disostruzione, per come far sputare il cibo, e le manovre rianimatorie". Particolare attenzione, infine, sarà data alla gestione della Peg (Gastrostomia Endoscopica Percutanea, ndr), tecnica che consente l'alimentazione artificiale attraverso una sonda che raggiunge lo stomaco. "Seguendo alcuni accorgimenti - conclude Paddeu - si può tranquillamente continuare a vivere a casa propria. L'importante è sapere cosa si debba fare".

Per disfagia si intende l'alterazione della deglutizione ossia del transito di cibi, bevande, farmaci, saliva, dalla bocca allo stomaco. Ha una prevalenza nella popolazione generale riportata intorno al 3-5% , percentuale che sale al 16% nei soggetti oltre gli 85 anni. In caso di pazienti colpiti da ictus cerebrale, la disfagia è presente, nella prima settimana, nel 40% - 80% dei casi; a distanza di un mese tale percentuale si riduce al 3% - 17%. Può essere inoltre presente in malattie come Parkinson e Sla e in patologie neoplastiche del tratto oro-faringeo. "È importante l'identificazione della disfagia - osserva Pierangela Torresani, coordinatrice del percorso di riabilitazione, fragilità e cronicità promosso all'interno del Dipartimento di Riabilitazione - sia perché causa di malnutrizione e/o disidratazione, sia per le complicanze che una difficoltosa deglutizione di solidi e/o liquidi comporta, tra tutte l'aspirazione tracheo-bronchiale con conseguente polmonite ab ingestis che può essere anche letale nei pazienti allettati o in grave stato di deperimento a seguito di una prolungata ospedalizzazione".

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