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11/09/2019
Giornata mondiale di prevenzione del suicidio

In occasione della Giornata mondiale di prevenzione del suicidio, il 10 settembre, l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha promosso un convegno sul tema "Bambini, adolescenti e suicidio: una nuova emergenza". Il dottor Carlo Fraticelli, direttore del dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell'Asst Lariana, è stato uno dei relatori invitati dal comitato scientifico che ha organizzato l'incontro ed è intervenuto con una relazione su "Antecedenti in età pediatrica predittivi di suicidio in età adulta".

"Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità - osserva il dottor Fraticelli - il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, dopo gli incidenti stradali. Secondo l'Osservatorio Nazionale Adolescenza i trattamenti sanitari da parte dei teenager in due anni, dal 2015 al 2017, sono quasi raddoppiati: si è passati dal 3,3% al 5,9% ovvero 6 su 100 di età tra i 14 e i 19 anni hanno provato a togliersi la vita. Dramma che riguarda soprattutto le ragazze (71%). Il 24% degli adolescenti ha invece pensato almeno una volta ad un gesto estremo".

"Il suicidio è un fenomeno complesso - prosegue Fraticelli - correlato a esperienze personali, all'espressione genetica, all'interazioni socio-ambientali. Vero è che circa il 90% dei suicidi si verifica tra le persone con un disturbo psichiatrico diagnosticabile e pertanto il tema è costruire predittori di esito in base ai quali valutare gli interventi, a partire dall'età evolutiva". Per l'età tra i 18 e i 34 anni, ad esempio, possono essere considerati fattori di rischio i disturbi di personalità borderline o antisociale e i disturbi alimentari, una maggiore tendenza a tentativi autolesionistici ripetuti, tratti di personalità come la tendenza ad isolarsi, al perfezionismo, all'impulsività e all'aggressività, fino al distacco dall'ambiente circostante".

E ancora. "Durante i periodi di transizione, come il passaggio dall'adolescenza all'età adulta - spiega lo psichiatra - i fattori di rischio di suicidio come depressione, delinquenza, impulsività e problemi di alcol possono essere correlati al rischio di suicidio. Comprendere i diversi modi in cui le condotte suicidiarie possono emergere nel tempo può aiutare a identificare e trattare giovani e giovani adulti a rischio di comportamento suicidiario. Ma abbiamo pochissime prove su come i cambiamenti nei fattori di rischio nel tempo siano correlati al comportamento suicidiario. In altre parole se un giovane è a rischio all'età di 14 anni sarà comunque a rischio quando avrà 25 anni?". Alcol, depressione, condotte delinquenziali, aggressività, come detto possono essere considerati come campanelli di allarme. Un aspetto da non sottovalutare è l'effetto di emulazione. "Sapere che un compagno di classe o un coetaneo si è tagliato o è morto suicida - sottolinea Fraticelli - aumenta il rischio di suicidio per gli altri adolescenti in quella stessa comunità. L'intervento di prevenzione, pertanto, è fondamentale e può risultare estremamente efficace". Fattori di protezione sono considerati buone relazioni familiari, la forte consapevolezza del proprio valore e fiducia in se stessi ma anche la capacità di chiedere aiuto, di confrontarsi con altri e imparare, l'interiorizzazione di valori e tradizioni della propria cultura, una rete di relazioni con amici, vicini, compagni di lavoro o scuola, integrazione nel lavoro, attività culturali e tempo libero, fattori ambientali come non uso di droghe o tabacco, mangiare, dormire in modo corretto, attività fisica, presenza della luce del sole. "La salute degli adolescenti è vulnerabile e minacciata - conclude Fraticelli - e chi si occupa di loro deve prestare la massima attenzione. Serve un'alleanza tra ricercatori, medici, famiglia, scuola e le varie realtà associative attive sul territorio".

I numeri del fenomeno

A livello globale, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i suicidi si collocano al secondo posto tra le cause di morte nella fascia d'età 15-29 anni. Seconda causa di morte anche per i giovani italiani dai 15 ai 24 anni. Sui 4.000 suicidi l'anno registrati nel nostro paese, riferisce ISTAT, oltre il 5% è compiuto da ragazzi sotto i 24 anni. Gli ultimi dati disponibili dell'Istituto Nazionale di Statistica indicano che in Italia il trend dei suicidi è in calo: dal 1995 al 2017 il numero dei decessi, in tutte le fasce d'età, si è ridotto del 14%. A fronte di questa diminuzione, crescono i casi di autolesionismo e di comportamento suicidario tra gli adolescenti. Uno studio internazionale pubblicato su Journal of Child Psychology and Psychiatry, rileva che in Europa oltre un quarto degli adolescenti (27,6%, età media 14 anni) mette in atto comportamenti autolesivi occasionali o ripetuti nel tempo. In Italia il fenomeno riguarda circa il 20% dei ragazzi.

I servizi dell'Asst Lariana

Per quanto riguarda i servizi dell'Asst Lariana, l'offerta per gli adolescenti contempla i diversi presidi dell'unità operativa della Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza (Uonpia) e in situazioni di abuso (sostanze, gioco d'azzardo…) ai servizi del Sert. Entrambi i servizi costituiscono insieme alla psichiatria degli adulti e alla psicologia clinica dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell'Asst Lariana che opera per favorire una continuità di cure integrate. All'interno del Dipartimento, da molti anni, opera anche il Centro Giovani Adulti e Adolescenti (CGA) che si trova in via Ferrari, a Como, e dove prestano la propria attività figure professionali diverse legate alle problematiche cliniche dell'età giovanile e della prima età adulta. I servizi di salute mentale, infine, si occupano anche dei disturbi della condotta alimentare in ambito ospedaliero, ambulatoriale e residenziale.

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