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28/06/2019
Al Sant'Anna una sonda wireless per la valutazione delle vene

Al Sant’Anna una sonda ecografica “senza fili” per la valutazione del patrimonio venoso del paziente. E’ quella acquistata dal Dipartimento di Emergenza-Urgenza-Accettazione per il PICC Team , un gruppo di medici e infermieri che in sala operatoria o in reparto si occupa di individuare perpazienti di tutte le età, oncologici e non oncologici, complessi e non, il punto migliore in cui impiantare i cateteri che si utilizzano per terapie endovenose di lunga durata, ripetuti prelievi di sangue, nutrizione artificiale, somministrazione di chemioterapici o antibiotici e per altri trattamenti per via endovenosa, anche domiciliari. La nuova sonda, del valore di circa 6mila euro , consente, grazie alla trasmissione delle immagini ecografiche a un tablet o a un cellulare, di verificare il calibro, la collassabilità, la profondità, la pervietà delle vene e i rapporti con altre strutture sensibili come le arterie, i nervi, la pleura. I sanitari hanno così un quadro completo dell’area in cui collocare il catetere in maniera più sicura, fatto che aumenta il successo del posizionamento al primo tentativo e riduce le possibili complicanze come, ad esempio, ematomi, pneumotorace, puntura di un nervo, e infezioni.

L’introduzione della nuova sonda nelle attività quotidiane del Sant’Anna è direttamente collegata al lavoro finora svolto dal GOIP “Accessi Vascolari”, un gruppo operativo interdipartimentale permanente di cui è responsabile Antonella Stefini dell’U.O. di Medicina Generale e referente Carlo Francesco Biundo dell’U.O. di Anestesia e Rianimazione, costituito da rappresentanti della Chirurgia Maxillo-Facciale, della Chirurgia Vascolare, dell’Oncologia, dell’Anestesia e Rianimazione e della Radiologia.

“Il Goip – spiega Stefini – – è nato dalla necessità di un approccio nuovo al paziente che necessita di accesso vascolare a medio e lungo termine in modo da poter preservare il suo patrimonio venoso. Il lavoro multidisciplinare ha condotto a elaborare un processo estremamente articolato sotto il profilo operativo, culturale e della sicurezza che consente la verifica dell’indicazione, la scelta del presidio corretto e il suo impianto e che garantisce la gestione intraospedaliera e/o territoriale del device e delle eventuali complicanze fino alla sua rimozione”.

Il PICC Team, gestito dal dottor Biundo, e da 6 infermieri, di cui due dedicati all’attività a tempo pieno, che sono stati formati con un percorso di 130 ore, interviene sia in sala operatoria sia nelle degenze al letto del paziente, senza che il malato debba essere spostato in un’altra area dell’ospedale. “E’ il PICC Team che raggiunge il malato su richiesta del medico di reparto – aggiunge Biundo – e effettua la valutazione e tal volta la procedura con la sonda wireless, portatile e di piccole dimensioni. L’impianto ecoguidato può essere effettuato sia dal medico sia dagli infermieri. Posizioniamo cateteri venosi centrali e periferici (piccoli tubicini di silicone) che si utilizzano per il tempo del ricovero oppure si lasciano in sede fino a un anno per le terapie endovenose domiciliari e a medio termine ”.

Il team si occupa anche di pazienti ambulatoriali. “Ai pazienti esterni non ricoverati si può, se necessario e dopo opportuna valutazione, posizionare il catetere venoso con ricovero di un solo giorno. Il Picc Team si occuperà successivamente delle medicazioni ambulatoriali a cadenza settimanale”.

“Non si tratta di un investimento di grande entità – conclude Fabio Banfi, direttore generale -, ma di grande importanza per i pazienti, soprattutto quelli più fragili, che evidenzia come i nostri professionisti, ancora una volta, siano impegnati in un processo di miglioramento continuo a tutto vantaggio dei degenti e anche dei pazienti ambulatoriali”.


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