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16/04/2019
I percorsi di cura nei disturbi mentali gravi: un convegno a Palazzo Lombardia

La salute mentale, la qualità del percorso di cura dei pazienti con disturbi gravi e nuovi modelli di finanziamento dei servizi di salute mentale finiscono sotto la lente di ingrandimento di addetti ai lavori, amministratori pubblici, rappresentanti del mondo della politica e opinione pubblica.

Saranno questigli argomenti trattati giovedì 18 aprile a Palazzo Lombardia nell’Auditorium Testori , durante il Convegno “I percorsi di cura nei disturbi mentali gravi, tra valutazione della qualità della cura e nuovi modelli di finanziamento”, un’iniziativa che dà seguito a un progetto partito nel 2017, finanziato dal Ministero della Salute attraverso i programmi del Centro Controllo Malattie (CCM) ed affidato a Regione Lombardia, avendo l’ASST di Lecco come ente attuatore.

Il progetto ha visto, oltre a Regione Lombardia, l’adesione di altre tre Regioni (Emilia Romagna, Lazio e Sicilia) e la collaborazione del Dipartimento di Statistica e Metodi Quantitativi dell’Università Bicocca, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e del Cergas dell’Università Bocconi.

Secondo il Global Burden of Disease (2017), il progetto che a livello globale misura il carico (“burden”) che hanno le diverse cause di malattia sulla popolazione, oggi in Italia i disturbi mentali rappresentano il 7% del carico totale di malattia. A questo fanno fronte i servizi di salute mentale: secondo l’ultimo rapporto del Ministero della Salute (2016) i pazienti in carico ai servizi di salute mentale sono stati 807mila con un tasso pari a 160,9 casi per 10mila. A entrare in contatto di più con i servizi sono le donne (54% dei casi), mentre la composizione per età riflette l’invecchiamento della popolazione con un’ampia percentuale sopra i 45 anni e una percentuale ridotta di pazienti giovani sotto i 25 anni.

A livello territoriale sono stati erogati circa 12 milioni di interventi, mentre vi sono state circa 109.000 ammissioni nelle struttura psichiatriche ospedaliere e circa 31.000 pazienti sono ricoverati nelle strutture residenziali. Il costo medio annuo per residente dell’assistenza psichiatrica, sia territoriale che ospedaliera, è stato di 75,5 euro.

Parte integrante del progetto anche la Asst Lariana con il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze, coordinato da Carlo Fraticelli.

"Il nostro Dipartimento ha attivamente contribuito al progetto Qualità dei percorsi di cura dei pazienti con Disturbi Mentali severi. - commenta il direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze, nonché coordinatore del progetto, Carlo Fraticelli - Siamo di fronte auna survey nazionale mirata a censire le attività e le caratteristiche organizzative dei DSM partecipanti al Progetto. Il gruppo multi professionale dell’Unità operativa Psichiatria Aziendale dell'Asst Lariana che ha direttamente partecipato al progetto, insieme a Elena Somaschini, ha utilizzato il Mental Health Clustering Tool (MHCT). Si tratta dello strumento adottato dal progetto per la definizione di cluster di consumo di risorse da parte degli utenti dei servizi di salute mentale, che integra e completa il più noto strumento rappresentato dalla Health of the Nation Outcome Scales (HoNOS), con alcune richieste di informazioni storiche. L'indagine ha esplorato assetti organizzativi, sistema di offerta, personale, risorse economiche, strumenti operativi, sistema di monitoraggio e progetti attivi relativi a pazienti con disturbi psichiatrici gravi (psicosi, disturbi depressivi, disturbi di personalità) e bisogni complessi”.

Partiamo dall'accessibilità dei servizi per quanto riguarda la cura dei pazienti giovani, con meno di 25 anni, all'esordio di un disturbo mentale grave. I servizi lombardi intercettano i pazienti al primo episodio di malattia verso i 21 anni, senza distinzioni significative tra i diversi quadri clinici. E' un risultato positivo, indica cioè che si sta riducendo il gap tra esordio del disturbo e inizio della cura: dato che i disturbi mentali gravi nei giovani esordiscono tra l'adolescenza e la prima età adulta, questo dato indica che i servizi lombardi sono diventati negli ultimi anni più accessibili verso i giovani. Questo si traduce in un periodo più breve di malattia non trattata e potenzialmente in esiti migliori.

L'intensità della cura erogata dagli operatori dei Centri Psicosociali per i giovani al primo episodio varia a seconda delle patologie: in media nella schizofrenia sono 25 gli interventi all'anno; nella depressione 12 interventi all'anno; 18 nel disturbo bipolare e nel disturbo di personalità. Per i pazienti che sono invece in contatto da più tempo viene garantito un trattamento altrettanto intenso (circa 23 interventi all’anno nella schizofrenia, nella depressione 8, 15 nel disturbo bipolare e 17 nel disturbo di personalità).


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